Realizzazione e-commerce e negozi online
Seguiamo negozi online dal 2008: cataloghi grandi, listini differenziati, collegamento al gestionale. Non solo il giorno del lancio, ma gli anni che vengono dopo.
Che cosa realizziamo
Il commercio elettronico non è una cosa sola: vendere al pubblico e vendere ad altre aziende sono lavori con regole diverse.
Negozi per il pubblico
Il negozio classico: catalogo, schede prodotto, carrello, pagamento e spedizione. La parte che si vede è la più facile; quella che decide se il negozio funziona è sotto.
Ci occupiamo di varianti di prodotto, listini e promozioni, spese di spedizione per zona e peso, pagamenti con carta e bonifico, buoni sconto e di tutte le comunicazioni automatiche che accompagnano un ordine, dalla conferma alla consegna.
Vendita fra aziende
Il commercio elettronico fra aziende ha regole sue e quasi nessuna piattaforma pronta le copre bene: prezzi diversi per cliente, sconti a scaglioni, quantità minime, ordini ripetuti, pagamento differito, cataloghi visibili solo dopo l’accesso.
È il campo in cui abbiamo lavorato di più. Un marketplace industriale seguito dal 2008 al 2026, in quattro lingue, con schede a campi variabili secondo la categoria merceologica e ricerca a faccette.
Collegamento con il gestionale
È la differenza fra un negozio che funziona e uno che diventa un secondo lavoro. Senza collegamento, qualcuno ricopia a mano prodotti, prezzi, giacenze e ordini, tutti i giorni.
Colleghiamo il negozio al programma che usate già: anagrafiche, listini, disponibilità, ordini che scendono nel gestionale, fatture che risalgono. Dove c’è un’interfaccia di scambio si passa da lì, dove non c’è si costruisce.
Cataloghi grandi e ricerca
Con qualche migliaio di prodotti i problemi cambiano: la ricerca deve essere veloce, i filtri devono avere senso per chi compra, le pagine devono restare leggere.
Lavoriamo su ricerca a faccette, categorie a più livelli, schede con campi diversi a seconda del tipo di prodotto, importazione dei listini dai file dei fornitori.
Dopo il lancio
Un negozio online non è un lavoro che finisce. Ci sono gli aggiornamenti di sicurezza, i metodi di pagamento che cambiano condizioni, le prestazioni quando il catalogo cresce, le stagioni in cui il traffico si moltiplica.
Un negozio che seguiamo dal 2012 è ancora online e ancora nostro: è il modo migliore che abbiamo per spiegare che tipo di rapporto proponiamo.
Negozi locali e ricerche di zona
Chi ha un negozio fisico e vende anche online ha due partite da giocare. La seconda si vince sulle ricerche di zona: «erboristeria vicino a me», «negozio di articoli da regalo a Pescara». Sono le ricerche con l’intenzione d’acquisto più concreta che esistano.
Ci occupiamo della scheda Google dell’attività, quella che si chiamava Google My Business, della coerenza fra indirizzo, telefono e orari sul sito e sulla scheda, delle recensioni, dei dati strutturati che mostrano prezzo e disponibilità nei risultati. E del ritiro in negozio come modalità di consegna, che per un’attività di quartiere vale più di una spedizione.
Diciotto anni di ordini
Il primo negozio online lo abbiamo messo in piedi nel 2008. Su uno solo dei negozi che seguiamo sono passati oltre ventisettemila ordini e quel rapporto dura dal 2012.
Sono anni di ordini veri. È da lì che sappiamo dove si rompono le cose. Le prestazioni quando il catalogo cresce, la posta che smette di arrivare, il gestionale che cambia formato senza avvisare, il metodo di pagamento che aggiorna le regole. Sono i problemi che si incontrano al terzo anno, non al primo mese.
Del negozio guardiamo anche i conti
Un negozio online è un investimento che deve rientrare, non un sito con il carrello.
Prima di decidere cosa costruire conviene guardare i numeri: quanto vale un ordine medio, quanto pesa la spedizione, quanto margine resta dopo le commissioni di pagamento, quanti ordini servono perché il lavoro si ripaghi. Sono domande che cambiano il progetto: un catalogo da mille pezzi con margini sottili non si costruisce come una vendita di pochi articoli ad alto valore.
Dietro Simpleweb c’è Mattia Di Giuseppe, laureato in Economia e Informatica per l’Impresa all’Università «G. d’Annunzio» di Chieti-Pescara: economia aziendale, informatica e gestione d’impresa nello stesso percorso. Serve a ragionare con te sul conto economico del negozio, non solo sulle funzioni da mettere in pagina.
È anche il motivo per cui a volte diciamo di non farlo: se i numeri non tornano è meglio saperlo prima di spendere.
Su quale piattaforma
La scelta si fa dopo aver capito cosa deve vendere il negozio, mai prima.
PIATTAFORME GIÀ PRONTE
Per un catalogo ordinario e una vendita al pubblico standard, partire da una piattaforma diffusa fa risparmiare mesi e tiene bassi i costi di aggiornamento. Ci lavoriamo a livello di codice, non solo di configurazione.
SVILUPPO SU MISURA
Quando le regole di vendita sono particolari, quando i prezzi dipendono dal cliente o quando il catalogo ha una struttura sua, si sviluppa in PHP e MySQL. Nessun limite imposto da un componente di terzi.
IL NEGOZIO CHE AVETE GIÀ
Se il negozio esiste ed è fermo, o va lento, o non si aggiorna da anni: si guarda cosa c’è e si dice cosa si salva e cosa conviene rifare. Anche quando la risposta non è quella che si spera.
Qualche negozio che abbiamo seguito
Profumeria Verde
Erboristeria e profumeria con catalogo ampio e assortimento che cambia spesso. Vendita al pubblico, collegamento al gestionale per anagrafiche, giacenze e ordini, comunicazioni automatiche ai clienti. Dal 2012, ancora in corso.
Fantarea
Editore digitale indipendente: vendita di ebook e di servizi di self-publishing, catalogo, area dei servizi editoriali. Dal 2020.
Il Tempio del Sole
Negozio online di un’attività con punto vendita fisico: catalogo, ordini e gestione autonoma dei contenuti da parte del cliente. Dal 2021, progetto concluso.
E quelli che non nominiamo
Una parte del lavoro sui negozi online la facciamo in affiancamento ad altre strutture e quei nomi non ci appartengono. Se vi serve un tecnico su cui appoggiarvi, si lavora anche così.
Domande frequenti sugli e-commerce e i negozi online
Dipende da cosa deve vendere il negozio. Per un catalogo ordinario conviene partire da una piattaforma diffusa; quando le regole di vendita sono particolari si sviluppa su misura. La scelta si fa dopo il primo confronto e vi spieghiamo perché.
Quasi sempre sì: è la prima cosa da verificare. Se il vostro programma ha un’interfaccia di scambio dati si passa da lì; se non ce l’ha, si concorda un formato di file e si costruisce il ponte. Senza collegamento, il negozio diventa un secondo lavoro per qualcuno.
Qualche migliaio non è un problema, a patto che la struttura sia pensata per quello: ricerca, filtri e importazione dei listini vanno progettati dall’inizio. Su cataloghi grandi la differenza fra un negozio veloce e uno lento sta lì, non nella grafica.
Voi, oppure il gestionale. Il pannello è pensato per chi non fa questo mestiere e nei tre mesi di garanzia è compresa l’assistenza per imparare a usarlo. Se i prodotti arrivano da listini dei fornitori, si automatizza l’importazione.
Carta di credito, bonifico, contrassegno, pagamento differito per i clienti abituali, portafogli elettronici. Nel commercio fra aziende serve quasi sempre anche il fido con pagamento a scadenza, che è una regola di vendita, non solo un metodo di pagamento.
Si collega. Gli ordini possono generare i documenti nel gestionale, che poi segue la sua strada verso lo SDI. La parte che facciamo noi è il passaggio dei dati, corretto e senza doppioni.
Più di un sito che presenta un’attività, perché ci sono più cose che devono funzionare bene. Quanto più, dipende dalle regole di vendita e dal collegamento con i programmi che avete. Ne parliamo dopo aver capito cosa vendete e a chi.
Le stesse persone. Aggiornamenti di sicurezza, prestazioni, metodi di pagamento che cambiano condizioni, stagioni di traffico alto. Un negozio online che nessuno segue diventa un problema entro due anni.
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